L’articolo pubblicato sull’edilizia scolastica contiene un lungo elenco di accuse, insinuazioni e ricostruzioni di parte, ma evita accuratamente la questione centrale: quanto deve costare la futura scuola di Monteceneri e chi dovrà pagare il conto?
È facile accusare gli altri di improvvisazione. Più difficile è spiegare alla popolazione perché si dovrebbe sostenere, quasi per principio, un progetto da oltre 22 milioni di franchi senza prima verificare seriamente tutte le alternative possibili.
IUno studio non è una decisione politica
L’articolo tenta di trasformare lo studio Canevascini-Corecco datato 2017 in una sorta di verità definitiva.
Ma uno studio preliminare resta uno studio preliminare.
Non è un progetto esecutivo, non è un preventivo definitivo e non è una decisione
vincolante per il Comune. È uno strumento di valutazione, elaborato sulla base delle conoscenze, delle esigenze e dei costi di quel momento.
Da allora sono cambiati:
- i costi dell’edilizia;
- i tassi d’interesse;
- le esigenze finanziarie del Comune;
- le priorità degli investimenti pubblici;
- il contesto demografico;
- le necessità energetiche e ambientali;
- la situazione economica delle famiglie.
Continuare a presentare uno studio di diversi anni fa come se fosse una sentenza significa ignorare deliberatamente la realtà attuale.
Marcurin non può diventare un dogma
Chi sostiene Marcurin continua a ripetere che questa soluzione offrirebbe maggiore libertà progettuale, migliori collegamenti e possibilità di sviluppo futuro.
Sono argomenti legittimi, ma non bastano.
Una soluzione non diventa automaticamente la migliore solo perché permette di costruire tutto da zero. Deve essere sostenibile, proporzionata alle reali necessità e compatibile con le finanze comunali.
Costruire una nuova scuola da oltre 22 milioni di franchi significa assumersi oneri finanziari e costi di gestione per decenni.
Significa ridurre la capacità del Comune di finanziare altri interventi.
Significa aumentare il debito.
Significa creare una pressione concreta sul moltiplicatore d’imposta.
Su questi aspetti l’articolo non fornisce alcuna risposta seria. Si limita a esaltare i vantaggi di Marcurin e a liquidare ogni alternativa come improvvisata o politicamente sospetta.
Questa non è analisi. È propaganda.
Le accuse personali non sostituiscono i dati
Particolarmente grave è il tentativo di delegittimare professionisti e municipali attraverso riferimenti personali, rapporti di conoscenza o presunte vicinanze.
Se esistono conflitti d’interesse, irregolarità procedurali o violazioni concrete, vengano indicati con fatti, documenti e riferimenti precisi.
In caso contrario, si tratta soltanto di insinuazioni.
Non è accettabile sostenere che uno studio sia inattendibile semplicemente perché il professionista incaricato conosce il territorio o ha già svolto altri mandati nel Comune.
La qualità di uno studio si giudica dai contenuti, dai criteri applicati, dai dati utilizzati e dalle conclusioni. Non dalle allusioni politiche.
Chi ha davvero bloccato il confronto?
L’articolo accusa il PLR di aver bloccato il percorso e di voler imporre una soluzione dall’alto.
Ma contemporaneamente sostiene che Marcurin sarebbe già stato individuato come soluzione migliore e che l’iniziativa popolare dovrebbe servire a rilanciarlo.
C’è una evidente contraddizione.
Non si può chiedere un confronto aperto e, nello stesso tempo, presentare una sola variante come quella già tecnicamente corretta.
Non si può accusare gli altri di avere la verità in tasca mentre si rifiuta di prendere seriamente in considerazione la riqualificazione di Quadrelle (sede delle attuali scuole elementari).
Non si può parlare di partecipazione quando l’obiettivo reale sembra essere quello di costringere il Comune a procedere in una direzione già prestabilita.
Quadrelle Sud deve essere valutata seriamente considerando che risulta essere la soluzione migliore emersa dall'analisi
La riqualificazione e l’ampliamento di Quadrelle non possono essere scartati sulla base di valutazioni vecchie o di affermazioni generiche.
È necessario verificare concretamente:
- quali spazi possono essere realizzati;
- quali ampliamenti sono possibili;
- quali costi comporterebbe l’intervento;
- quali opere potrebbero essere eseguite per tappe;
- quali sarebbero i costi di gestione;
- come potrebbero essere risolte le criticità legate ai trasporti;
- quale sarebbe il reale fabbisogno scolastico futuro.
Se questa verifica dimostrasse che Quadrelle non è una soluzione praticabile, ne prenderemo atto.
Ma rifiutarsi di approfondirla, soltanto perché non coincide con la soluzione voluta da alcuni, sarebbe irresponsabile.
La popolazione merita cifre vere
Prima di chiedere alla popolazione di sostenere un investimento di oltre 22 milioni di franchi occorre presentare:
- un preventivo aggiornato;
- un piano finanziario;
- una stima degli interessi;
- gli ammortamenti annuali;
- i costi di gestione;
- l’impatto sul debito;
- l’eventuale impatto sul moltiplicatore;
- un confronto serio con le alternative.
Fino a quando questi elementi non saranno disponibili, nessuno può pretendere di presentare Marcurin come una scelta obbligata.
La politica responsabile non consiste nel costruire il progetto più grande o più costoso.
Consiste nel trovare la soluzione migliore per gli allievi, le famiglie e le finanze del Comune.
Il PLR non accetta lezioni di trasparenza
È curioso ricevere lezioni di trasparenza da chi invoca il confronto ma utilizza toni aggressivi, accuse personali e ricostruzioni politiche unilaterali.
Il PLR non ha paura del confronto.
Chiede semplicemente che il confronto avvenga sulla base di dati aggiornati e non di decisioni prese poco meno di 10 anni fa.
Chiede che si valuti ogni soluzione senza pregiudizi.
Chiede che i cittadini sappiano quanto costa realmente ogni alternativa.
Chiede che la futura scuola non diventi una cambiale da pagare per i prossimi trent’anni.
Questa non è improvvisazione.
È prudenza.
È responsabilità.
È rispetto per il denaro pubblico.
Conclusione
Il Comune di Monteceneri ha certamente bisogno di strutture scolastiche moderne e adeguate.
Ma non ha bisogno di slogan, accuse e soluzioni imposte come dogmi.
Ha bisogno di un progetto proporzionato, sostenibile e condiviso.
Chi vuole davvero il bene della scuola dovrebbe essere disposto a confrontare seriamente Marcurin e Quadrelle, senza pregiudizi e senza trasformare ogni dubbio in un attacco politico.
La popolazione non deve scegliere tra chi è favorevole o contrario alla scuola.
Deve poter scegliere tra progetti concreti, costi trasparenti e conseguenze finanziarie chiaramente spiegate.
Basta propaganda. Basta insinuazioni. Basta presentare Marcurin come l’unica verità possibile.
Prima i dati, poi le decisioni. Prima l’interesse pubblico, poi le bandiere di partito.
PLR Monteceneri, Presidente Massimo Dadò